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15 Nov 2025
L’Innovazione nel Settore Legale
L’evoluzione della mediazione e il ruolo strategico dell’IA per gli avvocati.
13 Nov 2024
Senza foto, niente tassa: richiamo all’ordine dei comuni
(Sentenza della Corte d’appello di Bruxelles del 13.11.2024)
La tassazione sulle plusvalenze
Plusvalenze finanziarie: arriva la tassa del 10% (stavolta per davvero)
L’Innovazione nel Settore Legale
L’Evoluzione della Mediazione e il Ruolo Strategico dell’Intelligenza Artificiale per gli Avvocati
Scoprite come l’innovazione sta trasformando l’attività legale ripensando la mediazione e integrando l’intelligenza artificiale come leva strategica per la professione forense.
1. La trasformazione dell’attività legale
Contesto attuale del diritto di fronte alla digitalizzazione
L’attività legale è in fase di trasformazione maggiore sotto l’effetto della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. L’implementazione di piattaforme online, la gestione elettronica dei fascicoli e l’utilizzo di software specializzati hanno permesso di ottimizzare la qualità e la rapidità dei servizi legali.
Le sfide incontrate dai professionisti
I professionisti del diritto devono affrontare diverse sfide maggiori: acquisire rapidamente nuove competenze digitali, rispettare le regolamentazioni in materia di protezione dei dati personali e garantire la sicurezza degli scambi elettronici.
2. La mediazione reinventata dall’innovazione
L’evoluzione delle pratiche di risoluzione dei conflitti
La mediazione conosce una profonda trasformazione grazie ai progressi tecnologici. Le piattaforme online offrono un’interfaccia sicura per lo svolgimento di sessioni a distanza, permettendo ai mediatori di intervenire efficacemente.
I benefici della nuova tecnica
L’integrazione di queste innovazioni permette di offrire servizi più rapidi, efficaci ed economici. Riducendo i tempi di risoluzione e facilitando l’intervento a distanza, questi strumenti migliorano la soddisfazione dei clienti.
3. L’intelligenza artificiale come leva strategica
Applicazioni concrete dell’IA nella pratica legale
Strumenti di analisi documentale permettono di automatizzare la revisione di contratti o fascicoli. La ricerca giuridica automatizzata facilita l’accesso a una giurisprudenza pertinente. Alcuni sistemi di IA possono prevedere l’esito probabile di una controversia analizzando decisioni precedenti.
Integrazione dell’IA nella gestione dei fascicoli
L’IA migliora l’efficienza dei processi interni, facilita il monitoraggio dell’avanzamento delle cause e automatizza compiti come la fatturazione. L’utilizzo di chatbot assicura un accompagnamento personalizzato e migliora l’esperienza clienti.
Questioni etiche e regolamentari
La trasparenza degli algoritmi, la protezione dei dati personali e la responsabilità in caso di errori costituiscono sfide maggiori. I professionisti devono vigilare sul rispetto stretto delle norme deontologiche.
4. Conclusione
L’integrazione delle innovazioni tecnologiche rappresenta un’opportunità maggiore per il settore legale. I professionisti devono adottare un approccio proattivo investendo nella loro formazione e integrando queste tecnologie nella loro pratica quotidiana per offrire servizi di migliore qualità.
Senza foto, niente tassa: richiamo all’ordine dei comuni
(Sentenza della Corte d’appello di Bruxelles del 13.11.2024)
Alcuni comuni belgi hanno istituito una tassa sugli immobili totalmente e/o parzialmente inoccupati. È il caso, in particolare, dei comuni di Meise, Ternat, Zemst, Wemmel e Vilvoorde, che si sono dotati di un regolamento fiscale applicabile sul loro territorio.
La presenza, all’interno del territorio comunale, di immobili totalmente o parzialmente inoccupati, nonché di terreni abbandonati, è suscettibile, per questi comuni, di nuocere all’attrattiva dei quartieri interessati, in particolare quando questi beni sono situati lungo la pubblica via, e di frenare tanto lo sviluppo abitativo quanto le attività commerciali ed economiche.
Tuttavia, queste tasse fanno gravare su alcuni contribuenti un onere fiscale considerevole.
Il 13 novembre 2024, la Corte d’appello di Bruxelles ha ricordato con forza che questi strumenti, sebbene perseguano un obiettivo legittimo, possono produrre effetti solo a condizione di rispettare rigorosamente i requisiti formali previsti dalla normativa applicabile.
Nella vicenda che ha dato luogo a questa sentenza, un immobile era stato iscritto in un registro comunale degli immobili inoccupati. Tale iscrizione ha comportato l’applicazione della corrispondente tassa comunale. La società proprietaria ha contestato questa decisione, sostenendo che l’immobile era dato in locazione nell’ambito di un contratto di locazione registrato e che nessuna indagine fattuale seria era stata condotta dal comune. Essa ha soprattutto sollevato un’irregolarità fondamentale: l’atto amministrativo di constatazione dell’inoccupazione non conteneva alcun dossier fotografico, nonostante tanto il regolamento comunale quanto un decreto fiammingo del 10 luglio 2009 impongano espressamente tale documento.
La Corte d’appello ricorda a tal proposito il quadro legale applicabile. L’atto amministrativo che fonda un’iscrizione nel registro degli immobili inoccupati deve comprendere tre elementi indissociabili: un atto numerato, una relazione descrittiva e un dossier fotografico destinato a supportare materialmente la constatazione dell’inoccupazione. Questo dossier fotografico costituisce un requisito di forma sostanziale; la sua assenza incide direttamente sulla validità dell’atto.
Orbene, nel caso di specie, se l’atto era sì numerato, non conteneva alcuna fotografia e non faceva neppure riferimento a tale dossier. I documenti prodotti dal comune (semplici stampe tratte dal registro della popolazione) non potevano supplire a questa carenza.
La conseguenza giuridica è netta: in mancanza del rispetto di una condizione formale essenziale, l’atto amministrativo è irregolare e non può servire da valido fondamento all’iscrizione dell’immobile nel registro degli immobili inoccupati. Questa irregolarità basta, da sola, a comportare l’annullamento della tassa, senza che sia necessario per la Corte esaminare gli altri mezzi invocati dalle parti, in particolare quelli relativi all’effettiva occupazione del bene.
La tassazione sulle plusvalenze
Plusvalenze finanziarie: arriva la tassa del 10% (stavolta per davvero)
Ci siamo.
Il governo federale ha annunciato l’instaurazione di una tassazione del 10% sulle plusvalenze
realizzate sugli attivi finanziari. Una riforma maggiore che impatterà numerosi
investitori.
Quali prodotti sono interessati?
La tassa riguarda le plusvalenze su attivi finanziari, ripartite in quattro grandi categorie:
Strumenti finanziari
Azioni (quotate o non), obbligazioni, fondi, ETF, prodotti derivati (opzioni, futures,
swap), certificati di deposito.
Contratti di assicurazione
Assicurazioni vita (rami 21, 23, 26 e 44).
Crypto-attivi
Coin, token, NFT, stablecoin.
Valute e assimilati
Oro d’investimento, monete digitali di banche centrali (es. futuro euro
digitale), moneta elettronica fuori conti di pagamento.
Importanti esclusioni da conoscere
Il legislatore ha tuttavia previsto diverse esenzioni notevoli:
- risparmio-pensione, risparmio a lungo termine e assicurazioni di gruppo;
- oggetti di valore (argento, gioielli, opere d’arte, ecc.), fuori oro d’investimento;
- redditi già soggetti alla ritenuta alla fonte del 30% (dividendi, interessi, cedole);
- redditi già oggetto della tassa Cayman;
-
plusvalenze realizzate in occasione di uno scioglimento di comunione consecutivo, entro un termine di tre
anni, a un decesso, un divorzio o una fine di coabitazione legale o di fatto.
Un’esenzione… parziale
Buona notizia (almeno in parte):
i primi 10.000 € di plusvalenze per persona non sono tassati (comprese per le
coppie sposate con un conto congiunto).
Questa esenzione è riportabile su un periodo massimo di cinque anni.
Come sarà percepita la tassa?
La tassazione prenderà la forma di una ritenuta alla fonte del 10%, trattenuta direttamente dall’
istituzione finanziaria o dall’assicuratore, senza applicazione immediata dell’esenzione.
Spetterà poi al contribuente richiedere il rimborso della parte esentata
tramite la sua dichiarazione fiscale.
A partire da quando?
L’entrata in vigore è annunciata per il 1º gennaio 2026.
Attenzione tuttavia: nessun testo definitivo è stato ancora pubblicato. Il governo
prevede nondimeno un’applicazione retroattiva, prendendo in considerazione la plusvalenza
storica ferma al 31 dicembre 2025, dalla pubblicazione della legge.
Avete dubbi, timori, domande?
Siamo qui per accompagnarvi nelle vostre procedure!