La Banca Europea degli Investimenti (BEI)

L’idea della crisi che ultimamente sta affrontando l’Europa sembra avere inglobato in se anche la nostra convinzione che si tratta di una sfida ormai persa. Per fortuna, non è sempre cosi e ne dimostra il contrario la buona volontà e gli stumenti offerti dagli Organismi europei per far riprendere l’economia e venire a sostegno dell’ imprenditore europeo.

Le misure contro la crisi ci sono e sono concrete, dobbiamo solo abbandonare l’idea che queste ultime rappresentino dei difficili termini economici e quasi surreali per il semplice cittadino per capire cio’ che realmente l’Europa ci sta offrendo. Tra le misure degne di nota, citiamo i 300 miliardi di investimento che il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha promesso a tutta l’Unione e che dovrebbero essere utili per far riprendere l’economia, venendo a sostegno dell’imprenditore europeo. Parte di questo ammontare proviene dalla Banca Europea degli investimenti(BEI). La BEI e’ amministrata dall’Assemblea dei ministri delle finanze e, dal 1957, ha il compito di finanziare investimenti rivolti ad obiettivi specifici. Nella maggior parte dei casi, questi finanziamenti sono linee di credito messe a disposizione di banche nazionali o intermediari, per sostenere fino ad un massimo di 25 milioni di euro le piccole e medie imprese, primo motore di crescita economica del nostro Paese. L’Italia con le sue 40 banche partner e’uno degli Stati Membri più attivi nel ricevere questi prestiti BEI; i finanziamenti rivolti alle PMI italiane sono infatti pari al 25%-30% del totale europeo, visto che all’ Italia sono stati concessi , tra il 2007 e il 2010, ben 15 miliardi di euro. Il nostro Paese, ha inoltre portato a termine interessanti accordi con la BEI ricordando tra gli ultimi quello del Gruppo UniCredit, dove vengono messi a disposizione 580 milioni di euro per rafforzare la competitività delle imprese italiane in vari settori, tra cui industria, trasporti, energia, edilizia e sanità. Ci sono finanziamenti per le piccole e medie imprese e per le Mid-Cap, per i programmi per la tutela ambientale e le energie rinnovabili e per i progetti di ricerca e sviluppo nell'ambito di Industria 2015.

La BEI, puo’ anche accordarsi direttamente con i ministeri, come ha fatto con il Ministero italiano delle politiche agricole e forestali concedendo linee di credito a molte imprese agricole italiane grazie a un prestito di 400 milioni di euro. È la prima volta che il comparto agricolo italiano beneficia di un finanziamento così elevato, chiamando ad un grande sforzo per rilanciare l’agricoltura e creare occupazione.

La domanda a questo punto sorge spontanea, come possiamo beneficiare di queste somme? Questo strumento di finanziamento offre delle grandi opportunità sia per il singolo imprenditore che per tutti gli Istituti di credito che intendono allargare la loro attività e collaborare con la BEI. Il piccolo imprenditore puo’ presentarsi direttamente allo sportello della banca, la quale deve essere accreditata dalla BEI e richiedere un prestito con un tasso di interesse agevolato per finanziare un progetto che puo’ riguardare tutti gli ambiti dell’ economia. Come accennato sopra, tale strumento puo’ essere utilizzato anche da parte degli Istituti di credito che vogliono allargare il proprio campo di attività, diventando cosi intermediari accreditati della BEI. Ma quali sono i vantaggi di diventare un intermediario qualificato della BEI? Tutti gli Istituti di credito privati o pubblici, che erogano microcrediti oppure offrono garanzie a favore dei lavoratori autonomi o proprietari di micro imprese, possono manifestare il loro interesse nel collaborare e diventare un intermediario della BEI. Tale attività di intermediazione gli consente di beneficiare di una serie continua di vantaggi come: accrescere il volume dei prestiti e dunque attrarre nuovi clienti attrarre nuovi investitori del settore privato e consolidare l'assetto azionario , sviluppare progetti pilota e realizzare economie di scala promuovere l'occupazione con misure sostenibili. Malgrado questi numeri, che sicuramente sono incorraggianti nel poter trovare investimenti provenienti dalla BEI, cio’ che fa riflettere e’tuttavia la mancanza, a livello nazionale, di un vero e proprio canale d’informazione su tutte queste opportunita’. Le PMI sono il motore dell’economia italiana e farle rinascere con degli opportuni investimenti, porterebbe ad una rinascita di tutta l’economia del nostro Paese. Il cittadino deve poter essere messo nelle condizioni di capire cosa l’Europa sta offrendo, avvicinandolo non solo alle sue politiche ma anche alle sue possibilita’. Per qualsiasi ulteriore informazione in merito alle tipologie di finanziamenti offerti direttamente dall’Europa a alle pratiche necessarie ai fini dell’erogazione di tali finanziamenti vi invitiamo a contattarci su europa@cherchilaw.com e seguirci sulle nostre pagine facebook e twitter.

A cura di Olard Hasani e Retjona Kola

Studio legale « Cherchi & Partners », Dipartimento « Affari europei » (Bruxelles)

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